scrivevo, nel 2005:
il cantante dei blur, come si chiama... damon albarn mi pare, sta canticchiando qualcosa circa "the universal", con tanto di trombette e sviolinate epiche sotto, che gli fan da coro, e qui capisci perchè tanti paragoni con gli oasis... beh, insomma, è l'una e venti e si fa un po' d'ordine.
dicevo, se ci penso un po', scrivo qui per costringermi a svuotarmi di un po' di pensieri, quasi come quando esci con un amico giusto per far due chiacchiere e dirgli tutto quello che hai pensato negli ultimi due-tre giorni in cui non ci hai più parlato. ma il discorso è che di un sacco di pensieri, quando ti trovi a concretizzarli e a pensare che li leggeranno degli altri (pochi magari, ma non me e questo fa abbastanza), ne resta ben poco, limato e tirato a lucido per piacere o perlomeno meritarsi d'esser letto fino alla fine.
one took over the line...la canticchiava un benicio ingrassato di 15 kg in quella meraviglia che è "paura e delirio a las vegas", e tanto ormai la mia playlist si gestisce da sè.comunque, sono in uno di quei momenti in cui mi ritrovo ispirato da un sacco di cose, ma è come se si bloccassero a vicenda. una specie di ingorgo di pensieri al casello che dalla parte di testa che li pensa porta a quella che li elabora. ho un po' di nostalgia per le metafore della frà, o flà. chissà se mi legge ogni tanto.
alla fine prevale il film.
il film mentale, quello che viene pensato, sceneggiato, filmato, montato, sonorizzato e proiettato nella tua testa senza che tu abbia il minimo controllo. è una proiezione di quel che vuoi, oppure è lui che ti impone di voler quello che ti mostra? è un futuro possibile, o futuribile, che ti viene mostrato a brevissimo tempo dall'evento scatenatore e tu già pensi che le cose andranno così. che sarebbe bello andassero così e che non è così improbabile che accada, anzi. e forse stavolta mi muovo per principio, per il luca diavoletto che mi parla all'orecchio, visto che il corrispettivo angelo è bloccato nel traffico. forse voglio che si realizzi l'inizio ma non ho la minima voglia di star lì a recitare fino alla fine. forse. o forse credo davvero sia giusto che le cose avvengano come nel film, sì. nel film proiettatomi in testa dalla mia stessa mente. è stato meno forte di altri film, è stato con colori sbiaditi. e questo mi mette dubbi.
mioddio, non so se sono cresciuto.
[dove sono cosa sono e perchè]
Ho appena perso un post gigante.
lutto.
lotto.
ma questo forse rende.
Ah! questa poi
sento di star per vivere
e nello stesso momento
tremila riluttanti col lunghissimo mento
e i denti scricchiolanti avidamente
tremila debuttanti sfondano
contemporaneamente
le quattro pareti nemmeno tanto ingenuamente
perché non c'erano segnali di divieti.
Ah! questa poi
sento di star per vivere
e i villini camminano
dopo i pranzi con l'inquilino in bocca stuzzicante
anzi tutte le belle pancione
dovrebbero fregiarsi di un balcone.
Ah! come sono triste mi mangerei oltre il pasto
le liste dei vini
se fossero di sfoglie coi croccantini
al posto delle scritte.
Avrei una voglia, un taglietto d'affetto.
Cosa sento ma niente.
Un affetto non si prova
s'indossa direttamente.
Ah! come siamo vivi come tutto accade
per tutt'altri motivi.
Mettiti nei tuoi panni
dove sei più aleatoria.
Siamo nella preistoria
ecco una frase che durerà.
Sapessi tu come me ne ricordi un'altra
della quale non ho alcun ricordo
perché non avemmo motivi
nemmeno di disaccordo
anzi come i lati
di un triangolo isoscele
non avemmo motivo di conoscerci.
Ma sento un tepore carnale che cresce
sarà un saldatore che al naso mi unisce.
Ah! come sono vivace come uno che tace
e ci si domanda
chi ha fiatato ed ognuno si voltò dall'altro lato
credendo di aver pronunciato
lui stesso quella frase chi ha parlato è l'autista
che pronuncia il discorso
più lungo che esista.
Al ritorno la strada restò sola
e le corsie incontrandosi
non dissero nemmeno una parola.
Ah! questa poi
sto per vivere di fresco
e me ne esco
uno da una parte
uno dall'altra la Commedia dell'Arte.
Ah! come sono vivace come uno che tace.
Infine basta poco, basta questo. Escursione fuori programma a bergamo alta con neffa che gratta sui medioalti della 206 della giullara. Rientro a casa e il random di winamp mi asseconda con perle d'infanzia o solo di occasioni particolari. Alcune le ascolto disabilitando l'account lastfm, si sa mai. Basta questo per annebbiare almeno un pochino i milioni di pensieri che invadono la carreggiata su cui viaggiano i miei sogni, rallentandoli. Le bestemmie non servono, o forse non bastano. Forse serve solo un po' di confidenza con il nuovo suolo da calpestare, il nuovo letto in cui dormire, il nuovo luogo da maledire.
Più mi avvicino, meno ho voglia di cominciare. Ripensamenti?
No, pigrizia. Pigrizia al riadattamento.
Qui ci vuole il taglio. netto.

Barcellona straripa di persone, di turisti, di esseri viventi. E' addirittura piena di spagnoli. (nonostante la maggioranza siano romani o napoletani, e molti bresciani, pure.)
Straripa di negozi di dischi, che a loro volta straripano di dischi. C'è un locale nel quartiere gotico, il manchester, strapieno di fotografie degli smiths o dei cure o dei joy division, selecta musicale imperdonabilmente bella. Improponibilmente mia. Documentata fotograficamente con grandangolini e 50mm, con tempi di apertura non convenzionali e angeli-fantasmi. Chiudere le chiavi nella porta risulta sempre poco acuto, soprattutto quando i fabbri spagnoli hanno dentature che sembrano monumenti celtici, e ti chiedono sessanta euro per fare i simpatici.
"when one of us is making, the other is taking. there's no end to end"
Agosto è l'eterna domenica. Parlavo di ciò forse proprio domenica scorsa con la fidata amica a cui devo l'aver pulito l'html di questo blog {e sapete già di chi parlo}.
Parlavo del fatto che agosto, per chi vivie in metropoli, megalopoli o più semplicemente città, è una specie di estensione mensile del concetto di domenica. La domenica, sì. Quella gran rottura di coglioni che per i non cattolici ha la tendenziale utilità unica di smaltire il sabato. Tutto chiuso, tutti quanti stranamente impegnati a fare *altro*. Tutti annoiati, il pomeriggio della domenica. Ecco agosto è tutto questo, ma esteso a un mese. Beninteso, tutto ciò ha valenza solo per chi non fa vacanze, o non ne fa in agosto. Sarà che non c'è il mare, in Lombardia, ma quanto lavoravo nei villaggi turistici o a riccione, agosto non era poi così male: era il momento di maggior concentrazione turistica, di maggior lavoro e maggior impegno ma anche delle maggiori soddisfazioni, se così si può dire per me che lavoravo tutto il giorno più del solito. Però meglio lavorare, che star qui ad averci noia. Peraltro sono reduce da una notte fuori, nella quale mi sono addormentato attorno alle quattro di mattina con "scrivi il tuo nome" di battisti in cuffia {*procuratevela*, non crederete alle vostre orecchie} e svegliato ALL'ALBA dalla fede, a cui devo necessariamente aver detto cose poco piacevoli.
Mah. in questi giorni c'è davvero Lucio Battisti nell'ipod, su winamp e in generale nelle cuffie.
Ma mica il battisti della canzone del sole o di non è francesca, non il battisti citato da britti o da tiziano ferro. No, non quello. Quello "moderno" di anima latina, E già, Don giovanni, Cosa Succederà Alla Ragazza, Hegel, L'apparenza, La sposa occidentale. E una giornata uggiosa, dai.
Quello lontanissimo dall'idea chitarra e bandana sulla spiaggia del succitato Agosto. E' elettronico, sperimentale, contorto, qualche volta si ripete, d'accordo. Ma sembra il bowie di earthling, anni prima. Mi basta e avanza, direi.
Ho rivisto su youtube le ultime immagini, un 8mm accompagnato dall'insulsa voce credo di staffelli in cui si vede Battisti tampinato che manda affanculo dalla sua mercedes verde acqua, che stranamente ricordavo. che tristezza.
solitoamoreperlamusicachemifadivagare.
Attendevo qualche minuto di tempo in queste oltraggiosamente sovraccariche giornate d'agosto per pensare a questo post. Quello del conto. (...)
Invece ho preferito fare le cose senza troppa organizzazione, com'è un po' mio solito.
Dovrei intentare una specie di paradosso temporale, permettendo al mestesso del passato di parlare col mestesso del futuro, in modo da raccontargli che diavolo è successo in un anno-quasi- e farla finita lì. Ma non sono nè John Titor nè Doc. Nè, tantomeno, posseggo una DeLorean. Quindi diciamo che sta cazzata la evito. E' insito nel mio rapporto col passato, il non saperlo descrivere a me stesso. Oggi Davide, in una pausa forzata dal lavoro, mi ha fatto ripercorrere tutte quante le vacanze di questi ultimi anni, dalla prima liceo in poi -e ne sono passate- , da quella a Fermo alla Sardegna l'anno scorso. Ecco, sotto stimolo esterno sono assolutamente in grado di ricordare, mentre ora come ora ricordo solo quanti gruppi ho iniziato ad ascoltare da qualche mese a questa parte:
(intendo seriamente, cioè sempre)
Bowie
Disco Inferno
Kraftwerk
Roxy Music
Simple Minds
Spandau Ballet
Talking Heads.
direi che è abbastanza. (in realtà li conoscevo tutti, ma la dipendenza è arrivata recentemente).
insomma, sono tornato.
francesca aenima è andata al concerto di madonna, ad agosto. la frahg, gabri e la lau andranno a sentire i muse. fede e frahg hanno sentito gli afterhours a milano, gratis peggiunta. mentre ero via hanno suonato gli offlaga disco pax. e non ho sentito nemmeno loro. ora, considerata la mia dipendenza da concerti, urgerebbe qualcosa. i killing joke fanno una sola data in italia, mancomiricordodove, e non sarebbe male. se non fosse che con tutta probabilità mi romperei enormemente le palle con gli album nuovi e pregherei tutto il tempo per sentire "eighties" o "sanity". quello di cui necessito è un concertone, qualcosa di altisonante, come i cure nel 2004 o i depeche mode a febbraio. uno di quei gruppi che ho ascoltato fino a consumare i ciddì e poi gli emmepitrè. chessò, i new order, gli a-ha, i duran duran, gli oasis_vecchiostile. un bel concerto dei japan, dai. o i bauhaus (che mi sono perso a milano poco tempo fa, bravopirla). una bella reunion degli smiths?-naaaaaaa. dei pink floyd? già fatta, già live8, già persissima.
i nine inch nails, ecco chi. un signor concerto, vedere il rezzotauro che urla con il suo shure a cavo da 150€, il tastierista che non sa usare il theremin che però è di ravenna (il tastierista, non il theremin. quello è della moog), il chitarrista semipunk che ultimamente si sta melodicizzando o twiggy ramirez al basso. che fissa, un concerto dei nin. poter vedere l'ennesimo batterista che rischia di tirare le cuoia per la fatica di riprodurre kinda I want to (batteristicamente impossibile, live), o the perfect drug. calcolando poi che non vengono in italia dal concerto a milano nel 2000 per il fragility tour, parrebbe addirittura plausibile che alessandro cortini (il succitato tastierista rettangolare) venga a casa a salutare la mamma e si porti dietro gli amici, la band, il service e le bodyguards (tranne che per il wrestler el rezzo, il cui collo è scomparso nella montagna di muscoli) e improvvisi un concertino daqualcheparte. no. invece, no. anzichè annunciare nuovi concerti, trent si è rintanato nuovamente nel torpore che precede l'uscita di un nuovo album, e sul sito internet posta link allucinanti.
come population paste, il blog osceno di un gruppo di feticisti deviati che non si fermano davanti a nulla, dal genitale con gli insetti (anche api) ad altre merderie varie. andateci e guardate, se volete. io mifermoqui.